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November 17, 2004
L'aurea mediocritas
Sono io. Sì, sono io l'aureoso mediocre che ogni cultura sogna. Sono io il lettore attento, ma non propriamente critico; io lo scribacchiatore di testi di varia natura non del tutto disprezzabili, ma tranquillamente trascurabili. Io, lo studente lavoratore che divide il proprio tempo e le proprie risorse fra un impiego nel settore del turismo e il rincantucciamento personale sulle pagine di DeLillo, o Foster-Wallace. Sono io, infarinato di matematica e fisica, biologia e geologia; annozionato di filosofia e storia sui debiti manuali d'istruzione liceale, superficiale memorizzatore di teorie psicologiche e socio-economiche. Io, il conoscitore, ma non esperto fino in fondo, od oltre un certo limite, di cinema e fotografia, pittura e scultura.
Parlo un buon italiano, ma non ottimo, e un dialetto appena sufficiente; so l'inglese, quanto basta per capire, quando sento una canzone, un verso ogni tre. Il latino e il greco mi vengono sempre spiegati in nota.
Non ho ancora una fonte di guadagno fisso, ma non vivo con i miei genitori.
Mi muovo bene sul computer e sugli aggeggi elettronici in genere, senza per questo conoscerne il funzionamento specifico, o la recondita programmazione. Consumo con moderazione e, saltuariamente, con attenzione; mi conformo, assecondando però occasionali moti di ribellione (che non comportino comunque un mio convolgimento fisico troppo diretto). Penso bene di quasi tutti, a patto che non vengano a rompermi le palle; amo riamato, e faccio sesso almeno un paio di volte al mese. Probabilmente un giorno vorrò un figlio. Nel frattempo mi ubriaco una volta a settimana, e assumo alcune mode disprezzandone altre.
Sono, in definitiva, un filamento dell’oscuro humus di cui ogni cultura ha bisogno per esprimere, spremuto e compendiato, un singolo genio, la cui singola opera d'arte farà avanzare di un passo, un altro passo ancora, la civiltà nella quale si è ritrovato.
Questo passo, se realizzato durante la mia vita, avrà come riflesso nella mia piccola condotta micro-organica l'eliminazione dell'ubriacatura settimanale, o la moltiplicazione dei coiti. Se il passo sarà sintetizzato dopo la mia dipartita, l’opera del genio a cui ho contribuito servirà a leggere il perché e il percome della mia stessa esistenza, più che dell’esistenza del genio. In realtà faccio e farò anonimo favore a me stesso, un disinteressato prestito d’energia a tasso di strozzinaggio perpetuo. Una cambiale d'eternità conto terzi.
Ripeto, la mia cultura ha bisogno di me, di molti altri come me, che come me si rendano conto che tutto il nostro lavorìo, tutto il nostro vivere non è che un unico meccanismo all’opera in secondo piano: una confusa congerie di aggeggi incastrati alla meno peggio tra di loro, un amplesso grondante olio e morchia, un continuo stantuffare e roteare di pistoni, pulegge e riduttori, che diano come prodotto finale quell’essere, l’individuo spurgo vitale condensato supremo, la facciata sublime dell’intero nostro spicciolo smoccolare quasi inavvertito.
Posted by Gualtiero - vale a dire kimota at November 17, 2004 12:57 AM
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Comments
SkaTt: già, vedrò di fare qualcosa :) Identificarmi dovrebbe essere facile: dovrei uscire sul liston verso le 17:30-17:45, e a quell'ora infame mi sa che saremo in pochi (forse sarò l'unico). Nel caso, segui le bottiglie vuote, e crepi il lupo :)
Posted by: kimota at November 23, 2004 10:59 AM
La scoperta della mediocrità per quanto aurea è un momento importante nella vita, ma non è che la tua prossima laurea ha un peso in tutto ciò? Sei molto giovane, fai ancora a tempo a scrollarti di dosso la nera pigrizia. Io mi sono scoperto mediocre un po' più tardi di te ma il vero guaio è quando cominci a pagare i conti salati della mediocrità. Insomma Kimota goditi la laurea e non strapazzarti troppo che hai la conferenza :-) Se passo a PD proverò a identificarti sul Listòn, al limite chiedo in giro se hanno visto un aureus mediocris, in bocca al lupo!
SkaTt
Posted by: SkaTt at November 20, 2004 01:18 PM
bpz: grazie. Sì, immagino di sì :) // manu: certo che puoi, ci mancherebbe :) Ho un rapporto più facile con la fotografia che non con la scrittura, pur amando quest’ultima più della prima. Salvo rari casi (come questo post), mi riesce difficile arrivare a comporre un testo per me pieno e completo, vista la mia abitudine di schizzare lampi e notazioni senza poi avere la pazienza e la coscienza di svilupparli a dovere, principalmente per pigrizia. Comunque le risposte a questo testo sono state fino ad ora così positive che potrei anche decidermi a darmi una strigliata // upa: allora devo proprio leggermi quelle 200 mail in arretrato di megane che languiscono nella loro cartelletta apposita (quanto diamine avete scritto, ultimamente?) – però dimmi che non ti sei messo solo contro il mondo, come tuo solito ^^ sulla collocazione del pezzo, penso che solo il tempo saprà risponderti // raspberry: dovrei rispolverare ricordi di musica vecchi per lo meno di dieci anni. Non penso sarei in grado. Se però a qualcuno viene una qualche malsana idea, ci si potrebbe lavorare // urdr: penso di sì. E lo dico pensando soprattutto a Guidi (senza menzionare poi tutti gli ottimi altri). Grazie // renton: dici manu? Già :) // lara: grazie // stark: come scritto a raspberry, avrei bisogno di ben più di una mano. Al momento sono felice del testo così come è, e altrettanto felicemente sorpreso di come è stato accolto (a lato: non ricordo se te l’ho mai scritto da qualche parte, ma la “razionalità” a sfumare, sul tuo blog, mi è sempre piaciuta moltissimo) // cristiano: sono davvero lieto che tu te la sia gustata. // criscia: sei troppo generosa :) // deck: grazie a te :)
Posted by: kimota at November 19, 2004 02:17 PM
il post di prima era mio,scusate
Posted by: deck at November 19, 2004 12:55 PM
ottima botta,gualt,ottima risposta,manu.grazieper aver soddisfatto quella mia e credo condivisa da tanti, fame di vedere le vite altrui e come chi le vive non si faccia passivizzare da esse, ma le sappia capire. io non capisco bene la mia vita, leggendoti imparo qualche criterio per interpretarla.grazie
Posted by: at November 19, 2004 11:50 AM
Ah, il nostro Kimo! Non finirai mai di stupirci. Mi piace poter leggere anche un pò del tuo io ogni tanto. Sei proprio una bella persona, sai? Un abbraccione
Posted by: criscia at November 19, 2004 11:26 AM
accidenti. e io che amavo le foto che pubblicavi.
e ora mi tocca leggere una spremuta di consapevolezza.
non commento parole definitive; solo che è stato un piacere.
se mi verrà altro, sarà; per ora mi gusto la bocca.
ciao
cristiano prakash
Posted by: cristiano prakash at November 19, 2004 09:59 AM
Ogni parola è propria, in questo testo. Mi vien da essere d'accordo con chi la propone come potenziale canzone, però ripensandoci, sarebbe sminuito. Ci si può pensare. Osserviamo.
Posted by: stark at November 19, 2004 12:18 AM
molto gratificante leggerti
Posted by: Lara at November 18, 2004 07:26 PM
grazie a tutti dei commenti - con un po' di pazienza da parte vostra conto di rispondervi entro stasera (avrò l'intero pomeriggio occupato da un viaggio abbastanza lungo).
Posted by: kimota at November 18, 2004 01:29 PM
eh! :-)
Posted by: manu at November 18, 2004 01:00 PM
bellissimo post. lo sapevo che c'era da fidarsi, di quella lì : )
Posted by: renton at November 18, 2004 11:33 AM
Prima di venire a sentire cosa hai da dire il 27 sui luoghi ho deciso di passare ogni tanto qui per capire chi sei. ho letto, per ora, solo questo post. Sarà un sabato pomeriggio ben speso.
Posted by: Urdr at November 18, 2004 11:15 AM
Se ci metti sotto un paio di chitarre, e gli adatti una melodia qualunque, questo pezzo diventerebbe una canzone generazionale. La "Smells like teen spirit" italiana del nuovo millennio. CI si riconoscerebbero in molti. Io per primo.
*rasp*
Posted by: Raspberry at November 17, 2004 05:37 PM
Curioso come abbia dibattuto sullo stesso tema in Megane giusto pochi giorni fa. Non con la stessa eleganza e complesità verbale, ma con l'ormai consolidato stile Upesco brutale e spietato che, credo, mi porterà una fraccata di mazzate alla laurea mese prosssimo! ^_^ Quel che mi sfugge è la collocazione del pezzo: è un'accettazione rassegnata del destino o il preludio ad un (non troppo occasionale) moto di ribellione per elevarti sopra l'aurea in titolo? Sei ancora un govincello, ne hai di tempo... :P
Posted by: Upa at November 17, 2004 05:32 PM
le tue parole sono così intelligenti che verrebbe da crederti. e mi piacerebbe. sarei finalmente felice di far parte della confusa congerie di aggeggi incastrati alla meno peggio tra di loro, sapendo che ci sei anche tu. ma non sarei onesta, so che non è così. è il tuo pezzo stesso che si sorpassa e finisce col dimostrare il contrario. punto per punto. dimostra la precisione di un occhio che riesce a guardare l'amplesso grondante olio e morchia da lontano nel suo insieme, senza per questo diventare così presuntuoso da indovinarne i minimi dettagli. pistoni, pulegge e cose del genere. ha questo di bello il tuo occhio: la curiosità di fermarsi a scoprire il piccolo, sapendo di riuscire a cogliere anche il grande. e allora sono comunque fiera di sapere che osservi e poi, di tanto in tanto, ma se posso vorrei invitarti a farlo qualche volta in più, racconti. ché fai bene: avercene filamenti come te, quaggiù nell’oscuro humus! :-*
Posted by: manu at November 17, 2004 12:47 PM
bel pezzo, waltié. epperò, il nostro spicciolo smoccolare quasi inavvertito, insomma, a volte dà le sue belle soddisfazioni.
Posted by: bpz at November 17, 2004 02:10 AM