
Metti un sabato pomeriggio nel reame del metal e della birra ghiacciata (courtesy of bpz).
La fotografia, ingrandibile tramite cliccamento, è da intendersi sui 177k
Alessandro legge questo a Portogruaro (qui il pdf).
La fotografia, ingrandibile tramite cliccamento, è da intendersi sui 316k
Tu non vuoi diventare una blogstar, o anche solo un blogger minimamente visibile. Dillo, scrivilo, una buona volta. E sì che avresti tutti i mezzi, davvero, ma ti manca il buzzo buono per mettertici.
Vuoi sapere dove hai sbagliato, dove continui a sbagliare?
-dopo i picchi di gloria (pordenone, il total roll, i primi fincipit) non metti niente per diversi, troppi giorni, alla faccia della fidelizzazione;
-non commenti in giro, e se lo fai non torni a rileggere;
-non rompi i coglioni capziosamente a chi è più in vista di te;
-non conosci nessuno (e se lo conosci, ti tieni ’sta roba strettamente in privato);
-non martelli;
-non ti sei creato un ipostile di scrittura speciale (maledetto, sociopatico, livoroso, indie, alternativo, ufficio, paolonori, controiblogger, questaèlamiavita, movispiegoio);
-non hai creato dei personaggi;
-non ti sei proposto per concorsi (e anche se c’hai provato, sei rimasto quatto a pigliarti il bruto soldo e morta lì);
-non partecipi alle iniziative fighe e visibili;
-non vai ai barcamp;
-non metti foto di fighe, o foto di epidermidi che non importa siano fighe o meno, basta vederle, ’ste epidermidi – qua siam tutti di bocca buona, ma dacci ’sto babbà (case, palazzi e fotografie senza neppure un povero cristo dentro – ma che, stai male? Ti è morto il gatto?);
-non metti foto di gatti (sì, forse è proprio morto il gatto), o, in alternativa, di bambini-fiori-cani-archeologia industriale con due filtroni photoshop sopra che i colori vengon fighi-anziani che con il loro viso rugoso e la loro espressione vissuta rendono a te navigatore distratto tutto il peso e la saggezza dell’esistenza umana riconciliandoti con questi suddetti anziani rincoglioniti che se ne incontri uno su una 500 verde contromano cappello in testa tiri giù tutti santi, le madonne e i beati della sacra rosa;
-gli autoritratti, gli autoritratti… devono essere sofferenti, di tre quarti, mezza faccia, la schiena, la pancia depilata, non metterti lì che ridi, e si vede che ti diverti, e che in fondo la vita ti diverte, o al peggio la trovi tremendamente ironica – no, la vita, al fondo, la devi soffrire e partorire con dolore, e in questo dolore esibito accalappiare così trecento visitatori fissi (settecento se tu fossi stato femmina, ma – altro errore! – potevi fingerti tale, e non l’hai fatto);
-rispondi in ritardo ai commenti anche di una settimana.
(e allora poi non ti stupire)
una emo goth nei balcani. Video già apparso qui, ma che non fa male (più o meno) riprendere pure qua.
Che io, avevo già capito che qualcosa era proprio storto, quando ho letto la recensione-intervista del sempre ineffato Genna su Carmilla.
Eccola qui.
Be’, sì, è periodo fecondo.
Che ci posso fare?
Che è il titolo della galleria inedita del mio nuovo sbrilluccicantissimo sito
Alcuni pezzi devono ancora andare al loro posto (la biografia, i messaggi, ovviamente ancora altre gallerie, che aggiungerò con il tempo), ma al momento le cose più importanti ci sono. Siete tutti invitati a gradire, soprattutto le 51 dicansi 51 fotografie inedite della sopracitata galleria “Una memoria fotografica”, di cui potete qui vedere un esempio, ingrandibile tramite cliccamento, e da intendersi sui 199k.
Ricordatevi, care visitatrici e cari visitatori
“La Dittatura del Referente“
da sorbirsi tramite via ottica prima o dopo i pasti – è un presidio telematico-digitale, contattare l’oftalmologo in caso di sovradosaggio.