marzo 31st, 2006

quello che succede

(sì, lo so, in questi giorni sono un po’ assente dal blog, ma sto imparando a far cose che per essere imparate bisogna star fuori di casa almeno dieci ore ogni giorno – e la situazione continuerà ad essere così per almeno un altro paio di settimane)
(un po’ di pazienza, che comunque non ho smesso di guardarmi attorno)

marzo 27th, 2006

Suddenly I see

sì, ecco, mi son deciso – dopo dieci anni

marzo 20th, 2006

pomeriggio

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marzo 19th, 2006

Avanti il prossimo

Berlusconi con la Finlandia; Calderoli con la Libia; Giovanardi con l’Olanda.
Se gli altri ministri non si sbrigano, fra un paio di settimane resteranno da fare incidenti diplomatici solo con le Isole Tonga.

marzo 18th, 2006

No comment

In effetti, a che servono i tanto odiati commenti quando già fra autori ci si scanna così bene, con stile e pacatezza?
E poi uno dice il contrappasso.

(Gattostanco, qualche giorno fa, si sorprendeva – io non è che ci sia rimasto più di tanto: Neri aveva già in passato speso diversi post infuocati sui commenti idioti e/o fuori luogo che apparivano sul suo blog, e più volte aveva lasciato intendere risoluzioni del genere)

(e invece guarda cosa ti combinano le congiunture del destino)

marzo 18th, 2006

Evoluzioni

C’è che sono un paio di settimane che uso un dopobarba al timo, e il mondo sembra abbia sorriso a questa mia scelta cosmetica.

(poi magari vi racconto di come, un paio di giorni fa, quasi davo un pestone sul piede sinistro di Vittorio Emanuele di Savoia, il quale passeggiava sovrappensiero in via Fiori Chiari conversando amabilmente con la consorte – in francese)

marzo 14th, 2006

Grand opening

E’ aperta (e fra un po’ ci trabatterò dentro pure io).

marzo 13th, 2006

Up

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marzo 11th, 2006

11 marzo 2004

marzo 10th, 2006

Nessuno può vedermi

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marzo 9th, 2006

Come ho imparato a smettere di preoccuparmi e amare la scienza ottica

Questa volta la tornata ospedaliera è stata più tranquilla, ma di certo non meno sfiancante.
Ora, dover aspettare cinque mesi (da novembre 2005 a ieri) per potersi fare una visita oculistica di dieci minuti è fuori da ogni grazia divina, ma il doverla pure fare alle 7:45 di mattina, ecco, questo dovrebbe essere considerato decisamente illegale.
Comunque sia avevo già capito che girava male mentre tornavo da Milano a Recoaro, quando la corriera che mi stava facendo sobbalzare da Vicenza verso casa è incocciata in due tir posti di traverso sulla statale (con conseguente ritardo mostruoso, fame, disidratazione, secchezza delle fauci, etc etc).

La sveglia alle 7:10 è un trauma adolescenzial-liceale che erano anni non sperimentavo più, e lì ho capito perché tutti gli adolescenti sono incattiviti come delle bestie nei confronti del mondo e dei genitori – altro che ormoni a scatafascio, corpi in trasformazione sbiellata, grassi e liquidi non meglio precisati che decidono di scaturire improvvidi da ghiandole di cui prima si ignorava esistenza e consistenza – è la sveglia di mattina presto che rende l’adolescente bestia (o al massimo darkettone-gotico-depresso).

La visita è stata veloce e indolore, a parte la mia solita mania di inventarmi le lettere: se dieci anni fa ero riuscito a cavar fuori un “Hm, quella è una A rovesciata senza la stanghetta orizzontale in mezzo” e l’oculista: “Non sarebbe più semplice dire che è una V?”, stavolta lo show è consistito in “Hm, quella è una P con la pancia superiore non conclusa”, e l’oculista: “Non sarebbe più semplice dire che è una F?”.
E poi dall’ottico.
Oh, ma che è successo all’ottica commerciale negli ultimi dieci anni? Voglio dire, dieci anni fa tu andavi nel negozio, cacciavi la prescrizione dell’oftalmologo, ti tiravano fuori un paio di montature (tre se andava di lusso o se era appena passato il rappresentante), che vuole l’antigraffio? o un paio da sole graduati? passi fra tre giorni arrivederci e grazie. Stavolta invece mi è sembrato di vivere in un incubo tecnocratico messo in piedi da una qualche setta framassonica olandese operante nei centri di potere occulto del mondo fin dal 1500.
Mi sono sentito dire, nell’ordine:
“Sì, ecco, abbiamo 5000 modelli, che stava cercando esattamente?”
“Ma vuole la montatura un po’ spessa per un fatto estetico o per un fatto di uso?”
“E le lenti, in che le vuole? Cristallo? Materiale plastico? Manganese estratta da una miniera subacquea del Mar Morto? Silice recuperata su Marte? Silicati carotati a 2 km di profondità nell’Antartide? Terre rare sintetizzate nei laboratori segreti del Cremlino? Isotopi di uranio trafugati da un centro di ricerca saudita?”
“Antigraffio, antiriflesso, antilaser, antimonitor, antibiotico?”
“Di che spessore le vuole? Perché vede, c’è l’R2D2 che è sottilissima, e il C3PO che la usano per fare i fondi delle caraffe: sono la stessa cosa, ma una è fina fina fina, che te la metti in bocca e si scioglie sul palato, e l’altra è grossa che ci spacchi le noci” (ovviamente i prezzi sono di conseguenza: più sono sottili e inconsistenti, più costano)
Insomma, son stati quasi trenta minuti di spiegazioni, contrattazioni, illustrazioni, giro la ruota, gioco il jolly, rialzo la posta, sento la campanella mi metto a salivare, gabbie di Faraday, rifrazioni, riflessioni, ribaltamenti, onde corte, infrarossi, punti ciechi, esposimetri e via di questo passo.

E ancora non sapevo che nel pomeriggio le benemerite FFSS mi avrebbero inflitto un ritardo di viaggio da record, e che questa mattina, prima di uscire per un importante colloquio, non ci sarebbe stata l’acqua calda per la doccia.

marzo 7th, 2006

E’ uno sporco lavoro (una volta, qua, era tutta campagna)

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marzo 5th, 2006

Previously, on Lost

Domani sera, su RaiDue, dovrebbero iniziare a trasmettere la prima stagione di “Lost“.
Quando un paio di settimane fa ho iniziato a ciucciarmelo avevo paura si trattasse della solita baracconata alla J.J. Abrams, pieno di colpi di scena, rapporti umani esasperati, coincidenze assurde e narrativamente improbabili, personaggi con passato oscuro e tormentato, cliffhanger a ripetizione dall’inizio alla fine della puntata (un po’ come “Alias“, insomma, che mandai al diavolo alla seconda puntata della prima serie, dopo il sesto colpo di scena in due minuti e mezzo) – ebbene, sorpresa: sì, è una baracconata alla J.J. Abrams, c’è tutto quello che ho appena descritto, ma c’è anche qualcos’altro. C’è che ad esempio la narrazione è straordinariamente ben dosata e calibrata (perfetta nella prima stagione, molto meno nella seconda, arrivata ora al quindicesimo episodio negli USA), e, almeno una volta a puntata, ci sono alcuni momenti di commozione che salvano tutto quello che di stereotipato e scontato c’è stato prima (splendido quello che riguarda Locke nel quarto episodio). Fra i vari temi toccati, felicemente preponderante è un classico del post-moderno: il rapporto con il padre.

Se poi vi farete intrippare dai misteri dell’isola e prendere dal delirio interpretativo che si è abbattuto sulla serie (che mi ricorda, in altro ambito, la stessa mania che si scatenò qualche anno fa riguardo Evangelion – sia per le reazioni degli spettatori, sia per come gli autori giocarono con tale deriva arrivando a renderla parte integrante della serie), allora, per quanto mi riguarda, il miglior articolo fino ad ora apparso è questo qui – abbastanza logico e razionale, mette insieme tutti i dati disponibili senza proporre ipotesi troppo esagerate (va da sè che tutti i link di questo paragrafo portano a degli SPOILER, eh).

aggiornamento: qui una segnalazione di Tiziano Scarpa, tanto per far capire l’aria che tira negli USA riguardo al telefilm (il bibliofilo, nella serie, quello che legge fino a perdere letteralmente decimi di vista, è un personaggio che si fa chiamare Sawyer – che, cosa divertente, è con ogni probabilità anche quello più bastardo e irredimibile di tutti)

aggiornamento 2: hanno tradotto “dude” con “coso” (come già sentito in “Scrubs”), il che non è male; hanno completamente sbagliato la voce di Sawyer (che in originale è grattata e sardonica, non flautata e ironica come quella italiana) – neppure quella di Hurley mi convince troppo; si è completamente perso l’accento britannico di Charlie (pesantamente britannico); hanno rimediato un po’ con la voce di Sayid.

marzo 3rd, 2006

Self-titled

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marzo 2nd, 2006

Il piatto piange

l’immagine si intende sui 272k

(ah, ecco cosa mi ricordava)

marzo 1st, 2006

Disadatto

L’immagine si intende sui 105k

ultimi commenti


    glykas, grazie guarderò :) Un abbraccio anche a te
    gualtiero

    annalisa: grazie, e crepi. Per tutto :) (Sgabello è anche il mio, di eroe) (i prossimi episodi a settembre)
    gualtiero

    Ciao Kimota! Sono contenta di tutte queste novità. Ti lascio questo link come personale augurio per il tuo futuro. Spero tu non lo conosca già....secondo me, comunque, ci sono foto interessanti: http://www.davidsylvian.com/images/ Un abbraccio, Glykas
    glykas

    p.s.: l'ispettore Sgabello è il mio nuovo eroe.
    Annalisa

    E' sempre un piacerissimo girovagare da queste parti, e mi è spiaciuto non poter vedere la mostra (Bologna non sarebbe stata irraggiungibile), ma sono contenta per la casa, ho letto tutto e mi sono divertita. In bocca al lupo per tutto :-)
    Annalisa

    john, esatto
    gualtiero

    Facciata della chiesa della Sacra Famiglia a Padova?
    john bubuz

    tom, grazie :)
    gualtiero

    complimenti e in bocca al lupo!
    Tom

    ... esposizione di tempo limitato ... blocca il diaframma, l'introspezione
    l'apprendista

    ...oppure.....le perfezioni provvisorie (G.C.)
    glykas

    laprofe: mi sa di sì - d'altra parte penso sia proprio il mio punto forte (il rapporto combinato fra titolo e foto) neuromancer: con me si va sul facile: si tratta quasi sempre di Padova :) (in questo caso si vede un sottopasso di via Pontevigodarzere)
    gualtiero

    lalla, grazie :)
    gualtiero

    Adoro questa foto...è così viva!
    Lalla

    Aggiungi almeno la città, se non il quartiere.... Ottimo spunto, comunque, come sempre.
    Neuromancer

    Ti ho già detto che mi piacciono molto le tue foto ma forse ancora di più i titoli che dai loro? :-)
    LaProfe

    grazie :)
    gualtiero

    Ben fatta.
    Nuromancer

    ne son contento (e ben ritrovata) :)
    gualtiero

    Era un po' che non passavo. E oggi ho scoperto anche il sito web. Le tue fotografie mi fanno respirare meglio.
    LaProfe

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