febbraio 28th, 2006

Decisione

Bene, dopo mesi di tergiversazioni (e ulteriori giorni per cercare di evitare, inutilmente, l’utilizzo di tale termine), riflessioni e idee mezze sceme, mi sono procurato tutto il necessario e ho iniziato a lavorare con serietà.

E no, la gruccia non c’entra niente. C’entrano di più questo e questo.

(quando? Una settimana e mezza, forse due, che attorno l’8 dovrò assentarmi per un po’ causa visita oculistica)

febbraio 27th, 2006

Elder power

Sono finalmente tornato: edizione tranquilla, vin brulè peggiore degli anni scorsi, tempo clemente, postumi nella norma.

febbraio 24th, 2006

In cosa mi caccio esattamente questo fine settimana

[tutte le foto, che riguardano l'edizione 2004, sono ingrandibili tramite cliccaggio]

Dare il sito è facile.
Spiegare meglio di cosa si tratti è già più difficile.
E’ qualcosa che a Recoaro si fa per lo meno dall’800, e si riallaccia (vai a sapere come – magari qualcuno lo sa, ma il mio immergermi nella tradizione ha riguardato le lettere, non i riti festivi) alle feste sul ritorno della primavera.
Non è una sfilata di carri di carnevale; è più vicino alla ricostruzione storica, anche se, a ben guardare, sarebbe meglio parlare di commemorazione dei tempi che furono. Divisi per contrade di appartenenza (o per denominazioni geografico-urbane che esistono solo nella tradizione orale ma non nella registrazione statale) i recoaresi scendono il paese da un capo all’altro (che l’attuale cerchia urbana di Recoaro è una discesa di un due chilometri da est verso ovest), facendo sfoggio di vestiti, oggetti e usi d’epoca – il tutto accompagnato da una robusta dose di cibo e vino.

Di solito ad aprire il tutto (subito dopo il carro con il gallo, che sarebbe l’animale simbolo di Recoaro) ci sono quelli dei Ronchi con il loro assordante tamburellare sui mastelli

e poi si ripensa e si rimette in atto quando si ballava il valzer alle fonti sotto gli occhi della regina Margherita

o ci si imbriaga in compagnia (la più antica e solida tradizione recoarese – tanto che, nella vallata, giù fino a Montecchio Maggiore, non si dice “bere a goccia”, ma “bere alla recoarese”)

o si fa gli stupidi

uno dei miei momenti preferiti è quando passa la “bora”, che in dialetto nostro sta ad indicare un tronco di legno di eccezionale grandezza (vabbe’, dalle foto si capisce, no?)

e per finire con un tocco personale, mia madre, che non è mai troppo entusiasta del cibo che distribuiscono dai carri (d’estate fa la cuoca, quindi figuriamoci)

febbraio 22nd, 2006

Metà dell’opera – The dark half

L’immagine si intende sui 257k

febbraio 21st, 2006

dancing on a star

Vabbe’, lo ammetto, è un paio di giorni che me ne sto a rantolare in casa: pulisco il bagno, faccio un paio di lavatrici, nicchio, stendo, leggo qualcosa, masterizzo qualche cosa d’altro, leggo l’ultimo numero di Planetary, ascolto rock danese.

Il sito dei Carpark North è questo – vi consiglio vivamente di cliccare su “media” e di vedervi i due video diretti da Martin de Thurah (“Human” e “Best day”).

febbraio 20th, 2006

Piano nobile (versione b)

L’immagine (già comparsa, ma in forma differente, su questo blog) si intende sui 192k

febbraio 19th, 2006

When did the water surround me?

La deliziosa stupidità che ti piglia di domenica mattina, e ti porta a segnalare la tua nuova assuefazione ai Delays e al loro singolo “Valentine” – sconcertante e ipnotico, post-pop neo-glam, per non parlare della linea di basso, o della vocina del cantante. O del relativo video.
Ecco, appunto, non parliamone.

febbraio 17th, 2006

Qualcuno ha mentito

L’immagine (che è un piccolo omaggio all’omonima opera di Mancassola) si intende sui 125k

febbraio 16th, 2006

Sotto pelle

Ovvero: “Domani è un altro mondo” (suggerita, nei commenti, da Sandro)
La prima immagine è da intendersi sui 157k, e la seconda sui 153k

febbraio 14th, 2006

Tu chiamalo se vuoi “trauma cranico minore”

Io lo chiamo due ore di sogni e allucinazioni, follia mischiata a ragione e ricordo, riavvio del sistema e maledetto mal di testa persistente.

Gli è che sabato 11, verso le sei di sera, ho avuto una sincope post minzione, mi sono tranquillamente accasciato nel bagno grande di casa mia (a Recoaro) e ho sbattuto la testa chissà più dove.

La sincope non è niente di che, un semplice riflesso neurovegetativo abbastanza comune – e almeno mi ha preso dopo che già mi ero scrollato per bene e avevo chiuso la patta. Il trauma cranico minore invece non è stato per niente simpatico: mi sono alzato subito e, cosciente e sui miei piedi, sono tornato in camera mia, dove ho dato mostra di non possedere più alcuna memoria a breve termine.

Trasportato al pronto soccorso di Valdagno sono stato subito ricoverato e monitorato. All’inizio sembrava che fossi svenuto per una sospetta aritmia del cuore, ma diversi ecg e un ecocardio (pratica molto intima di ecografia del cuore, a petto nudo spalmato di gel e quasi abbracciato alla dottoressa che mi sondava il petto con lo strumento, entrambi immersi nel buio della sala a scrutare il bianco e nero striato e pulsante del monitor) hanno escluso tale ipotesi.

La cosa strana, almeno per me, sono stati gli effetti del trauma cranico, che consistevano nel non riuscire a tenere memoria degli eventi per più di tre-cinque minuti. Il ricordo che ho in questo momento delle due ore trascorse in tale condizione è quello di un sogno faticoso e martoriato, pieno di immagini singole, figure umane senza contesto, voci fuori campo e incorporee, ricordi recenti sovrapposti a mo’ di allucinazioni al flusso del presunto reale, sostituzioni di eventi e fatti presenti con altri, finti o passati – insomma, tutto l’armamentario tipico delle situazioni oniriche: contrazione, sintesi, sostituzione.

E ora? Alle 20:30 di oggi sono state 72 ore esatte che il mio cervello non si è impallato, riavviandosi senza salvare alcuna memoria.
So però che, sempre da oggi, avrò in testa un piccolo prurito in più: non una paura, o un’angoscia, ma la coscienza di una ulteriore, strana eventualità.

(tutte le immagini si possono ingrandire tramite cliccamento)

febbraio 10th, 2006

Ritorno in conca (inconchigliamento?)

Signore e signori, me ne torno a casa un paio di giorni (sì, in quel inospitale di Recoaro Terme, fra le acque termali perenni e i gingerini doc).
Giusto per dar fondo alla cantina, mangiare i volatili che mio padre è riuscito a cacciare quest’autunno e assicurarmi che tutto stia andando come suo tranquillo e rilassato solito alla deriva esistenziale nonché economica.

febbraio 9th, 2006

Un pomeriggio da leoni – Still restless

ovvero “Storia di un Paese che muore” (proposto da Sandro)

L’immagine si intende sui 176k

febbraio 8th, 2006

Protezione

Il rimedio naturale si intende sui 176k

febbraio 6th, 2006

Orario continuato

L’immagine si intende sui 179k

febbraio 3rd, 2006

Libertà d’inespressione

Questa foto non vale niente. Guardate qua, invece. E poi qua.

febbraio 3rd, 2006

Un po’ di bieco turismo

Eh, non è che sto tutto il tempo a far foto intellettualodi e a pensare poi (o prima) titoli iperbubbolici; ogni tanto mi piace anche farmi schifo da solo.
Occhio che tutte e tre le foto sono botte non indifferenti di k, visto che le ho lasciate di dimensioni superiori alla norma che applico per il blog (e dopo il turismo, anche la valanga di k: oggi proprio dice male).

febbraio 1st, 2006

La traccia dell’immaginario in fuga (2)

Sui 154k
(la prima traccia la potete vedere qua)

ultimi commenti


    glykas, grazie guarderò :) Un abbraccio anche a te
    gualtiero

    annalisa: grazie, e crepi. Per tutto :) (Sgabello è anche il mio, di eroe) (i prossimi episodi a settembre)
    gualtiero

    Ciao Kimota! Sono contenta di tutte queste novità. Ti lascio questo link come personale augurio per il tuo futuro. Spero tu non lo conosca già....secondo me, comunque, ci sono foto interessanti: http://www.davidsylvian.com/images/ Un abbraccio, Glykas
    glykas

    p.s.: l'ispettore Sgabello è il mio nuovo eroe.
    Annalisa

    E' sempre un piacerissimo girovagare da queste parti, e mi è spiaciuto non poter vedere la mostra (Bologna non sarebbe stata irraggiungibile), ma sono contenta per la casa, ho letto tutto e mi sono divertita. In bocca al lupo per tutto :-)
    Annalisa

    john, esatto
    gualtiero

    Facciata della chiesa della Sacra Famiglia a Padova?
    john bubuz

    tom, grazie :)
    gualtiero

    complimenti e in bocca al lupo!
    Tom

    ... esposizione di tempo limitato ... blocca il diaframma, l'introspezione
    l'apprendista

    ...oppure.....le perfezioni provvisorie (G.C.)
    glykas

    laprofe: mi sa di sì - d'altra parte penso sia proprio il mio punto forte (il rapporto combinato fra titolo e foto) neuromancer: con me si va sul facile: si tratta quasi sempre di Padova :) (in questo caso si vede un sottopasso di via Pontevigodarzere)
    gualtiero

    lalla, grazie :)
    gualtiero

    Adoro questa foto...è così viva!
    Lalla

    Aggiungi almeno la città, se non il quartiere.... Ottimo spunto, comunque, come sempre.
    Neuromancer

    Ti ho già detto che mi piacciono molto le tue foto ma forse ancora di più i titoli che dai loro? :-)
    LaProfe

    grazie :)
    gualtiero

    Ben fatta.
    Nuromancer

    ne son contento (e ben ritrovata) :)
    gualtiero

    Era un po' che non passavo. E oggi ho scoperto anche il sito web. Le tue fotografie mi fanno respirare meglio.
    LaProfe

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