
C’è un nuovo blog sulla piazza, e s’è ficcato in testa una mia foto
auguri e tante buone cose :)
Vi ricordate questa foto? (l’immagine si intende sui 98k, e all’epoca era titolata “Uomo vitruviano” – qui il post originale)
Oramai è di un paio di anni fa, ma solo ora sono venuto a conoscenza di alcune cose divertenti a riguardo.
Allora, gli è che questi due, lui e lui, mi hanno passato questa cosa qua:
il primo giocatore di questo gioco inizia il suo messaggio con il titolo “cinque tue strane abitudini”, e le persone che vengono invitate a scrivere un messaggio sul loro blog a proposito delle loro strane abitudini devono anche indicare chiaramente questo regolamento. Alla fine dovrete scegliere 5 nuove persone da indicare e linkare il loro blog o web journal. Non dimenticate di lasciare un commento nel loro blog o journal che dice “sei stato scelto” (se accettano commenti) e ditegli di leggere il vostro.
Senza cincischiare troppo, le mie strane abitudini sono:
1 – conservo tutta la carta che mi capita in mano. Scontrini, foglietti, post-it, pagine strappate, cartoni della pasta, giornali, fotocopie sbagliate, pagine stampate male, agende, cartoline, segnalibri, volantini, fogli di sala, pubblicità, ricevute varie. Ho una soffitta solo per questo. Cosa ci faccio con tutta questa carta? La riutilizzo? No. La rileggo (quella che è possibile rileggere)? No. Mi basta averla e stiparla via (be’, si era detto “strane”, no? Questa è così strana che non me la so spiegare neppure io).
2 – quando esco di casa devo mettermi le chiavi nella tasca sinistra dei pantaloni, e lasciarle lì fino a che non torno a casa. Il dettaglio della faccenda è il portachiavi, un tondo dorato, che utilizzo come tale da quando avevo 18 anni. Sempre quello, per tutte le chiavi che ho avuto e cambiato. Che sia andato a far esami, o al mare, o al lavoro, a sbronzarmi, a un appuntamento galante, a recitare a teatro – sempre il tondo dorato nella tasca sinistra dei pantaloni. Ci vogliono punti fermi nella vita. Possibilmente ferrosi.
3 – ogni due, due mesi e mezzo, facciamo tre, devo riordinare tutta la biblioteca: tirar giù tutti i libri, sfogliarli, soffiarci sopra, annusarli, e quindi rimetterli a posto in ordine diverso dal precedente. Mi calma i nervi, mi rassicura in qualche modo sulle mie doti intellettive (per il noto stupidoma quantitativo che più ne hai e più intelligente saresti), mi riporta sotto gli occhi libri che magari avevo dimenticato di avere (eh, libreria a strati posteriori e anteriori, terribile).
4 – dopo una ciucca, salto il pasto e bevo solo succo di frutta multivitaminico. Sono convinto che sia l’unica cosa che mi fa passare la sbronza. E non ci sono santi né madonne: la mia fede nel succo di frutta multivitaminico è inossidabile (eh, proprio).
5 – ascolto la musica in maniera autistica. Cioè: prendo una canzone, un brano, un pezzo, o quello che è, e per due o tre giorni ascolto e riascolto solo ed esclusivamente quello, arrivando anche a seicento, settecento ripetizioni (dipende dalla lunghezza del brano). Questa roba ce l’ho da sempre, dal primo disco che ho acquistato e ascoltato (“Unforgettable Fire” degli U2, nel 92 – la prima canzone ascoltata così fu “Promenade”, l’ultima del lato A), fino a oggi (un capriccio di Paganini che son due giorni che non me lo stacco di dosso dal lettore mp3 portatile). All’inizio la faccenda era complicata: con il vinile era ogni volta un doversi alzare, alzare la puntina e ribeccare il punto giusto di inizio canzone (lo si vedeva in controluce: i solchi diradati); seguirono poi le cassette, le 90 o le 120 su cui registravo da vinile (ma per la registrazione c’era sempre da fare la noiosa storia dello spostamento puntina); il lettore cd con il repeat mi risparmiò molte fatiche, per l’ascolto e per la registrazione; fino al lettore mp3 e poi quello portatile, pensati appositamente per il mio tipo di ascolto.
(e qui mi fermo, non solo perché sono arrivato a cinque, ma perché da qui in poi quello di cui scriverei sarebbe sempre meno definibile come “abitudine” e sempre più come “tratto autistico” – come il modo che ho trattare i libri, spostare gli oggetti, rispondere riguardo ad argomenti di cui non so nulla (e rispondo sempre, spesso in maniera dalla parvenza ferrata e convincente))
per gli altri blog a cui sbolognare la castagna (avrei dovuto dire “meme”, lo so, ma fra ieri e oggi l’ho già scritto troppe volte) seguirò il mio solito metodo di inserire una parola in google e di linkare il primo blog che compare collegato a quella parola:
-wobegon (trovato con “kwanza”)
-vegas (chiave: burlesque)
-sgargabonzi (chiave: solluchero)
-vagabondando (chiave: Stieglitz)
-stocastico (chiave, indovinate un po: stocastico)
sui 128k (il punto di partenza è una foto – tutto il procedimento si può studiare qua, anche se io ho seguito, in un paio di punti, una strada differente)
(certo che quando uno il sabato sera non ha niente da fare…)
Come avrete notato si sono aggiunte un po’ di categorie nella colonnina di mercurio a destra: la novissima “xyz – non le foto ma gli scritti“, che raccoglie tutti quei post che non sono fotografie (o, almeno, non contengono solo ed esclusivamente fotografie), e una nuova suddivisione generale per anno – 2004, 2005 e 2006 – giusto per rendere un po’ più snella e agevole la presa in visione. Il trasbordo da una categoria all’altra è ancora in corso, e ne ho approfittato anche per sistemare tutti quei casi in cui, me ne sono accorto solo di recente, le thumbnails sforavano rispetto al contesto grafico normale del post (a causa di un “align=left” che vai a ricordarti perché e percome c’è finito in mezzo).
Per la foto di oggi, a più tardi :)
aggiornamento: ho finito con traslochi interni et similia, ora le foto sono tutte ben visibili e suddivise. Buoni sguardi.
Oggi ho incrociato la mia prima celebrità di Milano: Wilma de Angelis, mentre usciva da mediaworld (Wilma de Angelis che esce da mediaworld??). Eh, incredibile, lo so.
Oh, qui a Milano è morto Mimmo Rotella.

Che io, a dirla tutta, per piacermi mi piace il suo primissimo periodo.



Dichiaro ufficialmente nel qui presente blog che Bode Miller diventa da subito il mio modello di riferimento per l’intero 2006. Prosit!
(anche se devo confessare subito che il brulè, quando sono andato a sciare la scorsa settimana, me lo sono bevuto solo a fine giornata)
per chi non volesse seguire il link, ecco un riassunto della notizia con breve commentario fotografico: nel corso di un’intervista, Bode Miller ha confessato di aver partecipato a diverse gare sciistiche sbronzo.

eh, come se non lo si fosse notato

a questo servono le coppe!

certo che anche lui, a scegliersi gli sponsor…

e questa foto è la conferma definitiva che a Miller l’alcool ha fatto girare completamente il boccino (per amor di dio don’t drink and drive!)
Uno mica può andare in vacanza un otto giorni che gli si impianta il blog, si spamma tutto e si inserisce pure uno script nell’header (risolto subito dal vigile tenutario, e però solo oggi ho rimosso tutti i detriti visivi lasciati dal malfattore). Per il resto s’è magnato, s’è bevuto e s’è festeggiato (s’è pure un po’ letto e fotografato). Da domani si ritorna a pieno regime. Auguri, e buona continuazione a tutti.