
Oh, tutti a lamentarsi dei mille e millanta indirizzi registrati e aperti dalla Moratti per la propria campagna elettorale – ma siete andati a leggervi i commenti di qualcuno di questi (io, abitando in piazza Bonomelli, raddoppio il divertimento, visto che mi posso beccare ben due simil-blog: quello di piazza Bonomelli zona 4 e quello di piazza Bonomelli zona 5)? Fenomenali: da chi crede che la Moratti sia già sindaco di Milano, e le fa i complimenti, a chi le fa presente che era un caro amico di suo padre (e quindi chiede il favore personale); da chi comunica, sollevato, che la settimana prossima andrà a vivere in Austrialia, al burlone che si lamenta della mancanza di senape nei panini di una piadineria in via Ripamonti (notevole anche un finto discotecaro 19enne che scrive tutto a “k”). Altro che portare alla luce la varia umanità milanese – Letizia, tu hai aperto un pozzo di petrolio!
Lo vedete questo libro?

Acquistandolo a metà prezzo al Libraccio di via Corsico sapevo di fare un buon affare; non mi immaginavo però che, una volta aperto, mi si sarebbe rivelato addirittura come una copia autografa.
(cliccando sulla foto avrete un ingrandimento dell’autografo)

Ora, caro il mio Paolo, è inutile che tu ti sia magari fatto tre ore di coda alla Feltrinelli il giorno in cui Nicola ha presentato il tomo, o tu lo abbia inseguito fin sotto casa, una notte verso le due, dopo che era appena uscito da un’estenuante sessione redazionale alla Minimum Fax; no, è proprio inutile, perché se poi questo è il rispetto e la riconoscenza che porti a chi ti dedica “un caro saluto”, ecco, tu i giovani scrittori italiani non te li meriti proprio.

(scattata il 25 settembre 2004 a Pordenonelegge – fa schifo, lo so, ma ero distante, non c’era luce e avevo una miseranda compatta, quindi mucci)
(qua a Milano ogni libro una sorpresa, eh)
-volete passare una stramaledetta notte in bianco (e metterne in conto molte altre)? Prego, fatevi pure irretire.
-un anno di foto Reuters: la migliore, per me, è questa

(leggersi un libro – che idea fantastica; e ha pure le gambe incrociate)
ma anche la seguente devo dire che non è male (e non so perché, ma ho come idea che Dan Brown potrebbe benissimo farci dell’altro oro)

-se questo è un ex-calciatore… Io rivoglio il Gazza ciccione e sberleffone, non una parodia di plastica.

soprattutto considerando l’attuale livello scenico dei calciatori della Lazio: poraccio Di Canio, che non ce la fa a non salutare così (emiparesi?); molto pacato anche quel: “quando sono uscito ho salutato il mio popolo” – per finire in bellezza l’intervista è mancato solo un “ispanico ispanico!”.
Nell’articolo della Gazzetta ci sono due passaggi irresistibili: Galliani, con quel suo “La politica deve stare fuori dagli stadi” (che tanto già c’è negli uffici di chi il calcio lo fa e lo amministra), e il segretario provinciale livornese di An, Marcella Amadio, che dice: “Mi piacerebbe conoscere Di Canio, perché in questo conformismo dilagante ha il coraggio di manifestare le sue idee” – conformismo dilagante di che cosa? Ora, capisco che magari vive in una regione rossa, ma sapesse io che ultimi dodici anni mi sono passato nel nord-est leghista (prima si stava nel bianco macchiato qua e là di rosso scuro, poi, come ad aver schiacciato un interruttore, son diventati tutti verdi e blu – e il nero è il nuovo rosso (al limite sto scrivendo da “Vogue”, non sto allegorizzando in allegria, davvero))
-oh, ma questo voi lo avevate visto, vero?

-aggiornamento: e tanto per fare un tridente con le notizie sui calciatori, signore e signori, ecco il Weah che dopo aver segnato un gol partendo palla al piede dalla propria metà campo e scartando tutti gli avversari, vuol fare tutto da solo anche alle elezioni (Weah che, confesso, rappresenta uno dei miei maggiori traumi adolescenziali: quando in quello spot entra nudo e crudo nel ristorante, e chiede alla gentil signora sorpresa: “Ciuccio bene?” – ecco, io per me allora si è aperto tutto un nuovo universo di dizione italiana – e la Gale era ancora di là da venire).
(lo so che avevo promesso ben altro, ma dovrete pazientare un altro po’)
Ho appena sentito dire a un telecronista che: “Trezeguet ha sbagliato un gol sesquipedale!”.
Però.
(come, un ritratto su questo blog? può capitare – soprattutto se il soggetto è lui, già citato in altri tempi)

A soli 3 euro, qua.
Ce n’era un’altra copia, con una carta migliore, più bianca, ma non aveva le pagine segnate con i petali di rosa come quella che ho acquistato io (un giorno mi toccherà proprio scrivere di tutti gli oggetti che ho trovato fra le pagine dei libri usati che mi sono accattato)

Un paio di aggiunte:
-bloggointestinale (bel nome!)
-al muro! (l’ultima mezza fatica sulla quale mi sto arrabattando, nell’attesa di vedere come si risolve l’avventura milanese – a qualcuno avanza un posto di lavoro in zona?)
Ho pensato per alcuni secondi che svegliarsi e vedere correre fuori dalla finestra interminabili gruppi di omini sudati in tutine attillate fosse il tremendo segno che anni di vino e birra avessero iniziato a mostrare i primi, inequivocabili effetti (un po’ come lo scrivere questa frase). Poi, per fortuna, mi sono ricordato di una cosa. E allora prosit.
(ci sono alcuni, pochi, automobilisti bloccati e inferociti – mi rendo conto che sono stati loro a svegliarmi, con il concerto di clacson per maratona 2005)
Erano otto mesi che non andavo a fare la spesa.
I prezzi più o meno sono sempre quelli (eccessivi e gonfiati), ma c’è stata una bella sorpresa: il prezzo del pollame. Crollato. Tanto che mi sono portato a casa mezzo chilo di fesa di tacchino a meno di due euro. Fesa di tacchino ottima e tenera come il burro – pizzico di sale e filo d’olio d’oliva.
Ora, sapevamo tutti che c’erano un sacco di sacrifici da fare, ma che la famiglia media italiana (o lo studente universitario, o il neo-lavoratore solo) si salvasse dal rosso a fine mese grazie al sacrificio dell’industria del pollame, be’, spinge a far sperare che arrivi in fretta un nuovo allarme su qualche altro tipo di animale (io già mi pregusto il cavallo; ma sarei curioso di provare anche lo yak tibetano).
(vabbe’, ieri sera. Questa mattina la situazione è già quasi stabile. Piccolo inghippo di fastweb: è una pippa con il torrent; ma il mulo, bardato nella maniera appropriata, più che un mulo è un V2)

Ora, capisco che oramai il prezzo dei dischi sia alle stelle, ma dare dei cd ai futuri vincitori delle Olimpiadi invernali di Torino 2006 non mi sembra proprio tutto questo gran bel premio.
(dovrebbero rappresentare una piazza, e c’ha lavorato sopra una squadra intera. Una-squadra-intera. Che ha preso un cd (o forse un dvd, vallo a sapere), gli ha schiaffato sopra il simbolo di Torino 2006, e ne ha fatti in tre colori differenti. Fosse una questione di rete, direi che tutto questo sarebbe molto Web 2.0)