
Un incubo breve, roba da risveglio mattutino impastato nelle coperte: partecipavo all’Isola dei Famosi in qualità di concorrente non famoso, e Daniele Interrante mi prendeva in antipatia. A cena, sull’isola, si potevano incontrare anche Umberto Eco, Maria Giovanna Elmi, mio padre e Susan Sontag. Venivo degnato di pochi sguardi, e i settimanali popolari (che non so come riuscivo a leggere sull’isola) mi facevano una pessima stampa, distruggendomi vita privata e immagine pubblica. Ma fin qui ancora riuscivo a sopportare; l’incubo vero e proprio è che venivo eliminato per primo, e neppure un contatto radio clandestino con una talpa del Sismi riusciva a farmi riammettere alla competizione. Dolore e imbarazzo di mia madre, escluso da tutti i talk-show per imperscrutabile velina di Costanzo, alla fine non tiravo su neppure una manciata di euro per comprarmi un panino.
E siano lodati i nipotini che ti buttano giù dal letto ululando alle 7:30 di mattina.
La mattina di venerdì, più che nevicare, pioveva ghiaccio.
cose da fare:
-lista di remainders
-lista di biblioteche
-lista di supermercati
-segnare il tutto sulla cartina
cose da acquistare il prima possibile:
-due obiettivi canon
cose da chiedere:
-dove stanno le osterie buone
-quali sono i locali meno stronzi
Spero di trovare le strade in condizioni migliori, giovedì prossimo. Quando mi trasferirò.
promemoria spicciolo essenziale: le lenzuola portale matrimoniali, che è una singola, ma c’è tanto di quello spazio che dentro c’hanno messo un due piazze; il barattolo per stipare il caffè (e falla finita con quello solubile); qualcosa per fare da prima, provvisoria libreria.
Ebbene, carissime e carissimi, da giovedì in poi cercatemi a Milano, in piazza Bonomelli (a sud del centro, vicino alla fermata Brenta della metro, giusto a due passi da via Quaranta, dove ho scritto un nono della mia tesi di laurea).
Tra l’altro mi troverò fornito di fastweb – e allora sarà tempo di iniziare a fare cose serie.
E’ una promessa.

Be’, signore e signori, me ne vado un paio di giorni a Milano, a cercar posto e fortuna (memore di una bella settimana che potete rivedervi qui, qui, qui, qui, qui, qui, qui, qui e qui e poi basta anche se ce ne sarebbero altre).
Ci rivediamo venerdì, o sabato.
Nel frattempo andate pure a bighellonare un po’ al muro, se ne avete voglia.
Ho scattato la seguente foto più o meno dieci anni fa, con una compatta analogica senza zoom e senza nessun tipo di controllo su alcunché (al massimo si interveniva sul cambio delle stilo) – però solo ieri ho acquistato uno scanner.
L’immagine si intende sui 67k e no, non sarà la prima di una lunga serie, visto che, dieci anni fa, come fotografo facevo schifo (e mi fermo qui, perché la storia è molto lunga e merita miglior plettro e obiettivo).

Questi non si fermano mai. Anche se al momento l’ambaradan è piuttosto incasinato.
Mi sono rimesso in riga con Technorati e mi sono aggiunto a Photoblogs Mazagine. Il filtro antispam marcia a mille: come al solito, se non vedete comparire un vostro commento, scrivetemi in mail che provvederò a farlo debitamente comparire.
Giambone mi invita a una piccola catena – questa.
E sia.
Blog che salverei:
* Brekane (perché scrive cose sommamente belle)
* Stark (perché ci mette sempre le parole giuste)
* Danslarue (perché a volte – molto spesso – rosico)
Blog che butterei:
* Oggetti a puntate (perché, di punto in bianco, me ne sono completamente dimenticato)
* Scary go round (perché non mando giù il fatto che abbia scelto definitivamente la matita)
* buba (cani. E bambini. Cani e bambini. Anche se poi, per fortuna, non fa solo quelli)
Blog che invito a partecipare:
* Stark
* Bpz (che so che adora ’ste cose)
* mylittlestar (perché viene fuori su Google se si cerca “baka blog” solo per le pagine in italiano)
M’ero quasi messo a tradurre (per sfizio d’esercizio) la succitata canzone dei Bloodhound Gang, che avevo preso come titolo di un post precedente – ma poi ho anche pensato che la solfa, dopo la terza strofa, era più o meno sempre quella, e allora tanto valeva lasciare alla fantasia traduttoria del singolo. Questo comunque il risultato (sono particolarmente soddisfatto di quel “lombo-razzo” per “lap rocket” e di “affondare” per “batter dip”).
Vulcanize the whoopee stick
In the ham wallet
Cattle prod the oyster ditch
With the lap rocket
Batter dip the cranny ax
In the gut locker
Vulcanizzare il bastoncino olè!
nel portafoglio di prosciutto
Pungolare il canaletto d’ostrica
con il lombo-razzo
Affondare l’accetta con la fessura
nell’armadietto di budello
All’inizio di settembre, al mare (Lido di Volano, vicino Comacchio), più che sorbirmi il sole o qualche bagno, mi piaceva camminare sul bagnasciuga:
il pezzetto di spiaggia libera da cui partivo era di solito ricco d’oggettame vario

e anche in quanto a pescosità la zona non scherzava

le passeggiate non duravano più di un’ora, un’ora e mezza, ma la marea cambiava in fretta (un po’ come il tempo atmosferico in montagna, tanto per dirne una originale)

(tutte le foto sono ingrandibili tramite cliccamento, al solito)
(una foto gentilmente donatami da Tiche)
l’immagine si intende sui 116k

-Questa canzone la capiremo solo nel 2008. Parola del marito di Britney Spears (se seguiremo veramente questo passo, nel 2009 la musica pop sostituirà l’iniezione letale come pena di morte nel Texas)
-Our god does not always need a reason
-ho capito che è un periodo di crisi, ma certa gente sta davvero male
-mmmhhh, birraaaaahhh