
Il convegno è andato bene. Molte persone interessate, interessanti e gentili.
Da oggi si riparte (una volta ancora).
L’immagine si intende sui 102k.

110. Ora scappo qua. Per il resto, per tutto quanto: domani, o dopodomani. Grazie a chi è venuto, a chi si è fatto sentire, a chi si è fatto leggere.
La figura è leggermente appesantita, mentre il volto quasi non porta i segni del recente ingrossamento; solo chi lha conosciuto almeno un anno e mezzo prima, e magari non lha incontrato da qualche mese, si accorge che gli zigomi sono più pieni e non tirano più sulle guance.
Il vestito è un completo scuro, taglia 54 drop 8, con spacco centrale posteriore, lungo sulle gambe (ma tanto ci penserà poi zia Silvana ad accorciarlo, e ad aggiungere ai risvolti la striscia di battitacco che troverà nelle tasche dei pantaloni – la cui chiusura è costituita da una zip e due pence). La camicia è blu, con sottili cuciture bianche, colletto abbastanza alto e bottoncini a fermarne le punte; la cravatta è blu scuro, potenziata da un motivo geometrico a bande ocra e carminio, trasversale la stessa.
Forse, pensa, forse
Teme di somigliare troppo a un conduttore di autobus. Non che gli dispiacerebbe guidare un autobus lanciato ai 90 in centro città, fra biciclette, motorini e utilitarie è una delle cose che ha sempre sognato di fare ma non sarebbe il giorno giusto. Il giorno della laurea gli piacerebbe somigliare a Steve McQueen. O al limite a Nino Manfredi.
In Ucraina la Corte Suprema ha respinto questa sera la pubblicazione ufficiale dei risultati delle elezioni presidenziali tenutesi nel paese accettando il ricorso dellopposizione contro i presunti brogli che hanno portato al potere potere Viktor Yanukovich. I giudici hanno vietato la pubblicazione fino a quando non esamineranno il ricorso. Yushenko ha presentato il documento oggi, dopo che ieri la Commissione elettorale centrale ha assegnato ufficialmente la vittoria al suo rivale.
Il giorno prima si era recato nellufficio del suo relatore di tesi. Lo aveva incontrato sulla soglia del dipartimento, e si erano stretti la mano.
-Come va?
-Bene. Mi sto preparando per dopodomani.
-E la tesi?
-Eh, dopodomani, venerdì
-Come venerdì?
-Sì, la discussione di venerdì, mi sto preparando a quella.
-Davvero? Non mi è arrivata nessuna comunicazione!
-Ah. Be, forse è perché hanno pubblicato il diario delle discussioni a spizzichi e mozzichi, qualche nome ogni giorno. Pure io, sono venuto a saperlo solo cinque giorni fa.
-Quando ha detto che è?
-Venerdì 26 alle 5 e 05.
-Alle 17:05.
-Sì, alle 17:05, al Bo, aula di lettere.
-Aspetti che prendo nota sullagenda. Fortuna che è venuto a parlarmi, altrimenti mica lavrei saputo.
-Ah, sì, per fortuna
Dopo il terremoto dell’ottavo grado della scala Mercalli, verificatosi la scorsa mezzanotte nel bresciano, vi sono state altre sette scosse sismiche, rilevate dalle stazioni della rete sismica nazionale dell’istituto di geofisica. La maggiore è avvenuta alle 2,25 ed è stata di magnitudo 2.1, pari al secondo grado della scala Mercalli. Le scosse – hanno spiegato gli esperti – fanno parte dello sciame sismico che segue ad un terremoto di forte intensità.
Sto scalando una roccia. E un sasso liscio, non molto alto. Ci sono pochi appigli, e quelli migliori sono già stati occupati, o saranno occupati, dagli altri miei compagni di scalata. Io sono vestito come un conducente di autobus, e cerco di mostrare agli altri la via per lascensione, anche se sono quello che ha più difficoltà a salire. So che dallaltra parte cè una valle magnifica, un luogo che ho composto durante innumerevoli sogni, ma che mi ricordo di aver visto solo due o tre volte. Due anni fa, durante un periodo difficile, riuscii a scendere in bicicletta dal crinale, percorrendo un gomitolo di tornanti in terra rossa, e a visitare il primo paese che si incontrava nella valle.
Il sasso è quello che scalavo da piccolo, conficcato di fronte al rifugio La Guardia, e dal quale una volta ho rischiato di cadere (non sarebbe comunque stato un gran volo).
A Napoli da mesi è in atto una guerra provocata dalla scissione in seno al clan di Paolo Di Lauro: 7 morti in 5 giorni, 15 dall’inizio di novembre. Altissimo il livello di violenza con omicidi a ripetizione tra le due bande. 116 vittime dall’inizio dell’anno. In arrivo 325 agenti.
Alle 10 il cellulare lampeggia: un messaggio; di Giulio. Allora, prima di andare in piazza a bere un rosso, scende in edicola e acquista una copia del Mattino di Padova. A pagina 44, sotto Cultura&Spettacoli (bellabbinamento), ci sono due fotografie che ha scattato lui. Nellarticolo, il suo nome segue quello di Guido Guidi. Viene dichiarato fotografo, alla pari di Guidi. Le due fotografie, gliele hanno leggermente tagliate.
(sì, è stata proprio una bella scossa di terremoto, quella di una ventina di minuti or sono)
E un tardo pomeriggio invernale, sto pedalando verso il centro. Mi manca un freno, il sinistro, quello che va sulla ruota anteriore, e non so come, ma mi si sono storti gli occhiali: ora pendono a destra.
Il traffico ogni tanto sovrasta la musica nelle cuffie. Mi infastidisce.
Passo davanti a un cantiere aperto: nellangolo del cantiere, che si sporge fino a metà della corsia stradale nella quale mi trovo, un operaio con lelemetto giallo e la pettorina arancione sta attento che le macchine non urtino contro i coni a righe bianche e rosse di segnalazione. Luomo ha una sigaretta in bocca, spenta.
Qualche metro dopo il cantiere, non mi sono ancora scrollato dalle narici lodore dolciastro del metano che fuoriusciva dalle tubature (forse spaccate dagli operai stessi durante lo scavo).
Nel riflesso degli specchietti delle auto in sosta vedo assumere al tramonto alle mie spalle una tonalità appena più rossa e accesa.
Alzo immediatamente il volume e la musica copre perfettamente il rumore dellesplosione.
Sono le cinque di un freddo pomeriggio novembrino, sto attraversando il centro in bicicletta, e la folata di aria calda che mi slitta sulle spalle mi fa prendere velocità. Penso che dovrò far riparare il freno, o comprarmi un paio di occhiali nuovi.
Come vi sarete accorti, per buona parte della giornata il blog non è stato accessibile, a causa di un semplice spostamento di account. Nulla di grave. Colgo l’occasione per un primo bilancio sulla lotta contro lo spam nei commenti: da quanto MT-Blacklist è stato installato, grazie all’opera di Dario, il blog ha subito due seri attacchi di spam, uno sabato notte (circa 700 commenti di oscenità assortite) e uno ieri notte (400 commenti). Di tutti questi, Blacklist ne ha lasciati passare una solo una ventina. Il tutto sembra stia andando per il meglio. Vedremo.
Questa sera vado a vedere un cortometraggio scritto da un mio amico, ex-compagno d’appartamento, ora impegnato a Roma nella scuola di cinematografia nazionale (cliccare per ingrandire e ottenere tutti i dettagli del caso)
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Giovedì sera mi appronterò al pre-laurea con una cena a base di vino e salame, venerdì mi laureo, sabato concludo in bellezza qua.
Domenica le mie spoglie verranno congelate e donate alla scienza.
[tramite restrigente Houellebecq]
La soddisfazione di tutti i desideri carnali porta all’annullamento della personalità individuale, il che permette l’intercambiabilità di ricordi e identità. Non c’è salvezza, solo suicidio, omicidio immaginario o involontaria implicazione in una rete di terrorismo d’alta moda internazionale.
Ah, e da qualche parte ci scappa sempre Pat Bateman.
Sono io. Sì, sono io l’aureoso mediocre che ogni cultura sogna. Sono io il lettore attento, ma non propriamente critico; io lo scribacchiatore di testi di varia natura non del tutto disprezzabili, ma tranquillamente trascurabili. Io, lo studente lavoratore che divide il proprio tempo e le proprie risorse fra un impiego nel settore del turismo e il rincantucciamento personale sulle pagine di DeLillo, o Foster-Wallace. Sono io, infarinato di matematica e fisica, biologia e geologia; annozionato di filosofia e storia sui debiti manuali d’istruzione liceale, superficiale memorizzatore di teorie psicologiche e socio-economiche. Io, il conoscitore, ma non esperto fino in fondo, od oltre un certo limite, di cinema e fotografia, pittura e scultura.
Parlo un buon italiano, ma non ottimo, e un dialetto appena sufficiente; so l’inglese, quanto basta per capire, quando sento una canzone, un verso ogni tre. Il latino e il greco mi vengono sempre spiegati in nota.
Non ho ancora una fonte di guadagno fisso, ma non vivo con i miei genitori.
Mi muovo bene sul computer e sugli aggeggi elettronici in genere, senza per questo conoscerne il funzionamento specifico, o la recondita programmazione. Consumo con moderazione e, saltuariamente, con attenzione; mi conformo, assecondando però occasionali moti di ribellione (che non comportino comunque un mio convolgimento fisico troppo diretto). Penso bene di quasi tutti, a patto che non vengano a rompermi le palle; amo riamato, e faccio sesso almeno un paio di volte al mese. Probabilmente un giorno vorrò un figlio. Nel frattempo mi ubriaco una volta a settimana, e assumo alcune mode disprezzandone altre.
Sono, in definitiva, un filamento dell’oscuro humus di cui ogni cultura ha bisogno per esprimere, spremuto e compendiato, un singolo genio, la cui singola opera d’arte farà avanzare di un passo, un altro passo ancora, la civiltà nella quale si è ritrovato.
Questo passo, se realizzato durante la mia vita, avrà come riflesso nella mia piccola condotta micro-organica l’eliminazione dell’ubriacatura settimanale, o la moltiplicazione dei coiti. Se il passo sarà sintetizzato dopo la mia dipartita, l’opera del genio a cui ho contribuito servirà a leggere il perché e il percome della mia stessa esistenza, più che dell’esistenza del genio. In realtà faccio e farò anonimo favore a me stesso, un disinteressato prestito di energia a tasso di strozzinaggio perpetuo. Una cambiale d’eternità conto terzi.
Ripeto, la mia cultura ha bisogno di me, di molti altri come me, che come me si rendano conto che tutto il nostro lavorìo, tutto il nostro vivere non è che un unico meccanismo all’opera in secondo piano: una confusa congerie di aggeggi incastrati alla meno peggio tra di loro, un amplesso grondante olio e morchia, un continuo stantuffare e roteare di pistoni, pulegge e riduttori, che diano come prodotto finale quell’essere, l’individuo spurgo vitale condensato supremo, la facciata sublime dell’intero nostro spicciolo smoccolare quasi inavvertito.
Ecco, se volete mangiare e bere qualcosa, venerdì 26 novembre 2004 fatevi trovare verso le 17.00 davanti al Bo’, a Padova. Che se proprio proprio vi scappa, potete pure assistere alla mia laurea (io sono in lista per le 17.05 – o arrivate prima e vi sciroppate tutto, o arrivate verso la mezza e vi ingaudiate solo nei festeggiamenti). E giusto a titolo numerico, se una mezza idea di presenziare ce l’avete, lasciate un commento qua sotto – così, per non correre il rischio di rimanere a secco nel bel mezzo degli eventi digestivi.
Se avete problemi con i commenti – se cioè scrivete un commento e non appare – abbiate pazienza: tramite il gentile interessamento di Dario ho attrezzato il blog con MT-Blacklist, un filtro che mi permette di bloccare tutto, o quasi tutto, lo spam che nell’ultimo mese oramai aveva raggiunto dimensioni e volumi insopportabili. La regolazione dei vari parametri, e la risoluzione di un paio di problemi, sta prendendo qualche giorno, ma non ci dovrebbero essere troppi inconvenienti. Nel caso, sentitevi pure liberi di perseverare.