settembre 29th, 2004

Pordenone – La notte in bianco

Visto il successo riscosso dalle foto del Dada golemizzato di ieri, ecco qualche altra chicca sul nostro paladino argilloso di fiducia.

In questa prima composizione (titolata “La danza propiziatoria della moka”) potete osservare un paso doble perfettamente eseguito.

Tentativi di de-golemizzazione: “Se gli mettiamo tutti una mano in testa, gli influssi malefici gli usciranno dalla crapa, e lui sarà più leggero”.

Per finire un piccolo extra: Bpz mentre gozzoviglia (al suo solito).

A domani per altre foto ancora.

settembre 29th, 2004

Pordenonelegge.it – Quelli che stavano là

Domenica pomeriggio, ore 16:00. Prendono le sedie, da sinistra verso destra, Mazzucato-Caliceti-Maistrello-Lipperini-Scarpa. Il buon Giuliomozzi se ne sta in piedi a presentare e/o introdurre.

Poco lontano, Palomar, Brekane e Bpz seguono gli interventi dei soprafotografati.

Fra il pubblico, l’infinito Bariani distende i propri mezzi.

Qualcuna s’è portata dietro pure la claque.

settembre 28th, 2004

In Pordenone, there lies the scene (prima parte)

Uhrm, provare ad accendere il computer e trovarsi due giorni di seguito di fronte a un’ineffabile schermata blu sulla quale si legge: “UNMOUNTABLE BOOT VOLUME” – be’, non fa per niente ridere. Fortuna che poi si raccatta un cd di windows in giro e, dopo una trentina di tentativi frustrati dagli IRQ automaticamente sovrappostisi del sistema, si rappezza il tutto con il più prosaico dei “chkdsk /p” di dossiana memoria.
Comunque.
Le seguenti foto sono alcuni dei momenti vissuti a Pordenone dalla combriccola di bloggers ivi ritrovatisi a sfarfuglioneggiare le parole precedentemente scritte nei blog stessi.
Il tutto è andato abbastanza bene, magari l’incontro con annessi e connessi (e cioè gli interventi di Caliceti, Lipperini, Mazzucato, Maistrello, Scarpa; le letture mie e di Brekane, Bpz, Palomar, Lunadigiorno, Diego, Louie, Al3sim, Papino, Dadaumpa – i link li trovate nella colonna di destra, per la serie “voja de linkare saltame doso”) sarebbe risultato più sopportabile per il pubblico se un pelo più corto. Ma non c’è stato male. E un grazie a Irene per il tetto sotto cui gigioneggiare, gozzovigliare e dormire.

Inizio oggi con qualche foto sul pre-incontro.
Prima di tutto una classica “Compagnia dei sbevazzoni”, naturale estensione trappolinea in terra friulana (da sinistra: Bpz, un blogger (mi son dimenticato di chiedergli il nulla osta per la pubblicazione, quindi al momento lo tengo anonimo), una schiena, Irene e un’altra schiena. Se qualcuno si riconosce in questa foto, commenti pure. O anche no.).

Dadaumpa in una delle sue nottate migliori, tanto che alla fine gli è valsa il soprannome “Der Golem”.

Sempre il Golem, sostenuto da un arcigno quanto arzillo Bpz.

“Dadaumpa, facci un caffè”, ovvero “Ma questa confezione non si aprSTRAAAAAAP”.

La manona santa di Brekane, uno che a scrivere ci mette il sangue.

Giuliomozzi, Palomar e Brekane, mentre presentano l’ultima puntata di un romanzo in forma di sms (contenuto nel pacchetto di ricola al ribes).

A domani per le foto delle letture.

settembre 24th, 2004

And today the joke happens to be on you

Mentre il vento spezzava gli alberi e faceva saltare i cavi elettrici, faticoso riaggiustamento ottocentesco d’identificazione natura-sentimento / esterno-interno, ecco che completavo il mio ultimo esame universitario, passato a sproloquiare efficacemente in lingua castigliana di yeismi, assimilazioni, riforme ortografiche tardo-medievali e.
E Don Juan Manuel. Leggetelo, “El conde Lucanor”, se ne avete occasione.
Finiva l’esame alle sei di pomeriggio, dopo le malore, dopo il rivoltolamento interiore delle budella – aver sbagliato, prima e unica volta in 27 avventuramenti, mi avrebbe incartocciato altri sei mesi di vita, fino a febbraio 2005. E invece. Torno a casa e ballo un’ora. Ballo (ho ballato) dopo ogni esame: solitamente Aimee Mann, ma per quest’ultima danza post-propiziatoria ho ovviamente sgarrato con gli In Flames. I loro pezzi strumentali. Che pezzi. Dialogue with the stars su tutti. Ma anche Wayfaerer, deh.
Ho finito oggi venti anni di studio statale. Oggi, dopo vent’anni di 50 pagine al giorno, levatacce, segni rossi, stranguglioni occasionali o ripetuti, lavate di capo, umiliazioni suppletive. Venti anni di voti, esami, compiti in classe, tesine, schemi a memoria e bibliografie disossate. Oggi, dopo venti anni di tabelle con gli orari e liste d’iscrizione, oggi ho finito. I’m not a number, I’m a free man. Soprattutto nei prossimi due mesi, fino a che non inizierà l’appello. Dopo di allora, chiudesi cerchio e apresi otro. Ma fino ad allora non ho legami se non con le persone che amo o che rispetto. Niente altro, nessun altro.

Oi, e la tesi? Quella già sta scritta, su di un argomento che, all’interno di un dipartimento di letterati, non farà sparger loro favella. O mi vorranno venir a insegnare loro cosa successe il 26 luglio 1938? Coraggio, che ci si provino.

settembre 22nd, 2004

Curvatura di confronto – un anno dopo

Sui 58k.

Qui sotto, la foto di un anno fa.

settembre 22nd, 2004

Batman’s in Her Majesty’s palace, all’s right with the world

Stavo per scrivere qualcosa sul papà Batman che ha preso d’assalto Buckingham Palace negli scorsi giorni (tra l’altro mi viene ora in mente che Batman, nella finzione, è orfano – vorrà dire qualcosa?), ma poi ho letto questo post di Skunk, e ho pensato che non c’era altro da aggiungere.

settembre 21st, 2004

Entanglements

Sarebbe pure stata finalmente ora di un bel giro in libreria. E così arrivo a Padova, cambio le lenzuola al letto, stipo il cibo in frigorifero, finisco l’ennesima ripassata di fonologia dello spagnolo medievale (ieri ho associato due gesti a due concetti, da ripetere mentre analizzo i singoli fonemi delle parole: il palmo della mano sinistra sbattuto verso di me, che significa “affricato”; la mano destra che, a taglio, si allontana da me: “fricativo”. Per qualche giorno me ne andrò in giro a gesticolare). Riporto due libri in biblioteca (il primo “Czechs and Germans” di Elizabeth Wiskemann, Oxford University Press, New York 1938; il secondo era il ventinovesimo volume dell’opera omnia di Benito Mussolini, a cura di Edoardo e Duilio Susmel, la Fenice, Firenze 1959) e me ne vado pettinato e sbarbato di fresco alla Mel. Appena arrivo di fronte alla libreria ricevo un primo allarme: ci sono quattro ragazzette tiratine e imbellettate, con un foglio nella sinistra e una sigaretta accesa nella destra, che osservano svogliate i passanti. Dell’università non sono – troppo giovani, la più grande arriverà ai 16 – ergo stanno cercando di rifilare un abbonamento a qualche club del libro con la scusa di un paio di semplici domande. Le aggiro facendo finta di nulla, ed entro alla Mel. Prima di accorgermi del casotto, mi attira la forza gravitazionale del quarto tomo della “Ruota del Tempo” di Jordan, un pacco di mille e passa pagine che, in virtù della propria massa, rischia pure di collassare su se stesso. Lo prendo in mano, lo sfoglio velocemente (anche se, per qualche sorta di simpatico scherzo spazio-temporale che provocano certi oggetti, credo di aver sperimentato un tempo soggettivo la cui durata si è aggirata sul mese, mese e mezzo – solo per sfogliarlo) e lo rimetto a gravare sullo scaffale. Come ha fatto a scriverlo?
Vedo poi, da “Chiedi alla polvere” (forse il libro che ho regalato di più in assoluto, e con il quale ho rovinato la vita a un paio di persone) che la Einaudi ha iniziato ad appropriarsi di Fante. Prima dell’estate si era appropriata di Lansdale. Mi rendo conto che da oggi potrei pure spocchioneggiare in giro: “Ah, Lansdale, basta, che palle, è diventato un tritatastiera pure lui”, oppure “Ah, Fante, appena appena nelle edizioni Marcos y Marcos, veh”. Mi diverto qualche secondo con questi pensieri, poi decido: adotterò la linea “Lansdale chi? Fante chi?”, se possibile ancora più spocchiosa della precedente.
E infine la vedo, la marmaglia, uno sgombraceo assembramento di gellati misti e magliettine elettrifiche, cuoi capelluti ancora ipertricotici e grassi cutanei in piena sprizzosità: una tonnara di studenti delle superiori che si devono pigliare i libri di scuola. Realizzo che oggi, lunedì 20 settembre 2004, è iniziato l’anno scolastico nel Veneto. E addio scaffali remainder, che sono giusto davanti al bancone per i testi scolastici. Tra l’altro si nota subito l’assoluta non dimestichezza del ragazzume con l’ambiente librario, visti i continui inciampi nelle pile di libri, le botte, i rovesciamenti di volumi, le copertine impigliate nelle borsette o nelle borchiette altezza tascone da pantalone.
Uscendo intravedo un romanzone di Lethem (avevo apprezzato “L’inferno comincia in giardino”), e non posso fare a meno di sentire un lungagnone diciassettene che chiede a una borsettina quindicenne: -Ehi, e questo lo conosci?
-Bukowski? Ah sì, ho presente.
-E Benni?
-Fammi vedere un libro.
-Non so se magari ne ha scritto un’altro ultimo nuovo. [non so come, ma dalla maniera in cui l'ha pronunciato si è capito benissimo che ha messo l'apostrofo tra "un" e "altro"]
-Se mi fai vedere il libro ti dico se ho presente.
Niente da fare, il lungagnone non riesce a carpire il segreto delle scaffalature della Mel, e quindi: Benni, assente ingiustficato.

settembre 20th, 2004

L’INPDAP seriale un anno dopo

Si intende sui 104k.

Già, si tratta proprio di questo, che qui sotto potete ri-ammirare nella fotografia che gli scattai un anno e un mese e spiccioli or sono (e qui potete leggere cosa capitò).

Il palazzo, in un anno, non è cambiato. A essere cambiato è qualcosa d’altro.

settembre 18th, 2004

La notte bianca (boutade)

Tutti pronti per il black-out nazionale?

settembre 18th, 2004

Aggiornamento link

Qualche nuovo blog nella colonnina di mercurio blogosferico sulla destra:

-bidi
-insiberia
-alessiob
-stregaccia
-violaviola

settembre 17th, 2004

Al di là

La sbirciata si intende sui 50k.

settembre 17th, 2004

Grandi speranze (great expectations)

Si intendono sui 114k.

settembre 16th, 2004

Come stai?

Mi sveglio di colpo dopo quattro ore (4h) di sonno, e salto via dal letto. Mi ricordo subito di dove ho messo gli occhiali, anche se non riesco a decidere se l’acidità di stomaco è dovuta alla prima (1st) bottiglia di chianti o all’ultima (4th) di cabernet. Comunque sia ho ancora quattro cartelle da scrivere per le due del pomeriggio (14:00 pm) e allora mi attacco all’Impallomeni (è il soprannome che ho dato al mio portatile da quando, due (2) settimane fa ha iniziato a impallarsi ogni mezz’ora scarsa (ca. 30′)). Invece di pranzare bevo un bicchiere d’acqua, e giusto in tempo arrivo in dipartimento (quest’ultima frase ha accenti e un numero di sillabe strano).
In bicicletta, per strada, una zaffata di piedi mi investe e mi fa boccheggiare. Mi accosto al marciapiede e tossisco – l’odore di formaggio nell’aria è intenso e di una fetenzia cosmitronica. In dipartimento la situazione è pantagruelica: 23 persone in attesa del ricevimento, io sono la 24esima. C’è gente che è venuta a mettersi in lista alle 9:15 del mattino. Schifosi maledetti.
Per ammazzare il tempo (8) faccio un salto alla biblioteca del Maldura, per scovare un libro di storia della lingua spagnola. A quanto risulta dal catalogo ce ne sono ben due (2) copie. Vado a recuperare il primo tomo (1°), e mi dirigo poi verso il secondo (2°), quando un ruggito basso, le cui onde sonore ampie e calde si innervano fluide a terra e percorrono così l’intera sala principale della biblioteca, mi raggiunge:
-Gual-TIERRRROOOOOOOOHHHHHHHHH!
E’ Brekane, bello e sorridente come un laureato che sta per affrontare i suoi primi esami d’ammissione al dottorato. Parlottiamo un po’, lo aggiorno sulle lungaggini della tesi, mi dà un paio (1 e 1) di dritte sulla trafila burocratica. Poi mi chiede speranzoso che cosa ho in programma.
-Mah, recupero quest’altro libro e poi vado in dipartimento.
-Ah, non ti fermi.
-No, sto di corsa.
-Peccato, ti avrei offerto un bianchetto. Meglio così: devo iniziare a studiare almeno una mezz’ora, ed effettivamente con dei bianchetti in corpo non sarei stato credibile.
Ci salutiamo ripromettendoci qualche sorta di sbronza colossale.
In dipartimento faccio a tempo a leggermi le prime 146 pagine della Lettera Scarlatta di Hawthorne (in lingua, needless to write), quando finalmente alle 18:25 la co-relatrice mi riceve.
Esco dopo quattro minuti e ventisette secondi (4′.27”) e con un mese in più di tesi sulle spalle (30 giorni). Già. Invece del 20 ottobre, il 20 novembre.
Già. Punto.
Scendo le scale ma non posso uscire: il portone del dipartimento è già chiuso e sbarrato. Mandando mentalmente affanculo il subdolo operato metaforico del custode, mi intrufolo per un paio di usci secondari e riemergo all’ultima luce del pomeriggio.
Fuori sembra di essere in piena insettomachia: formiche con le ali che ti si appicciano addosso, mosconi ubriachi che ti sbattono sul naso, coleotteri non meglio identificati che si immolano sulla punta dei tuoi capelli ispidi. Arranco qualche metro trascinandomi dietro la bicicletta, e mi passano davanti due autobus stracolmi come vesciche di budello riempite di macinato di carne. L’orario non è di punta, che ci fanno tutti quei giovinastri su di un mezzo pubblico?
Mi metto in sella, e dopo qualche metro attraverso un’altra nube di formaggio. Blocco la respirazione e accellero la pedalata.
C’è qualcosa che dovrebbe incastrarsi ma non lo fa.
Il primo pezzo è chiaro: sciopero degli autobus.
Il secondo pezzo me lo immagino: c’è qualche grosso assembramento di persone intorno a Padova, e quando gira il vento mi porta il loro fetore.
Quando il quinto moscone, invece che sbattermi sul naso, mi si infila nella narice destra – allora, solo allora mi sopravviene la soluzione: oggi è il giorno del concerto di Vasco Rossi a Padova.

settembre 15th, 2004

Confini

L’immagine si intende sui 59k.

settembre 13th, 2004

Segnalazioni coincidenti

Mi arrivano due mail contemporaneamente, a mezzanotte e ventiquattro. Una mi segnala la nascita di un nuovo investigatore, Carlo Culatelli; l’altra il trasferimento nel conodominio diludovico di Insiberia. Buone letture.

settembre 13th, 2004

Tessere di serialità

Giusto sotto la superficie. L’immagine si intende sui 100k

settembre 12th, 2004

Salivare dagli occhi

ovvero
Quando non seguo le notizie, il mondo si sfascia

Vicende di anarco terroristi giapponesi spesso copulanti che scelgono la superiorità estetica del gesto individuale rispetto alle direttive dall’alto.
Ritengo che l’unica via d’uscita tra tutte quelle in apparenza insolubili e inestricabili dai nodi della politica non stia affatto in un approccio di tipo politico, bensì semplicemente in uno umano. Per comprendere quale possa essere tale approccio mi sono seduto a un banco bruciato della scuola di Beslan.
Non esistono guerre non crudeli, ma il bilaterale inasprimento della crudeltà significa l’autodistruzione bilaterale.
“Se il parlamento russo vuole fare una sua inchiesta, la faccia pure, io non mi oppongo, ma il mio avvertimento è che diventerebbe uno show politico certo non molto produttivo”.
“In war there are ugly processes which have their own logic,” he [Putin] said.
Forse la via d’uscita sono gli animali. Ma non gli animali domestici. Gli animali selvaggi urbanizzati. Gli incursori. Le belve feroci di città. I passeri, i piccioni, i gatti randagi, le pantegane, gli scarafaggi, le mosche. Non significano nulla. Sono divini. Difendono la mancanza di senso, difendono dio nelle zone infestate di significato. Sono i guerriglieri di dio nella terra degli infedeli, nella terra dei significatori, dei cartelli stradali, dei manifesti pubblicitari, delle targhe, delle insegne, dei nomi sui campanelli, delle facce truccate e pettinate, dei vestiti firmati, delle carrozzerie delle auto, della marca dei frigoriferi, delle edicole.
Sono stati tagliati 1 miliardo e 250 milioni di euro di incentivi alle imprese. L’80 per cento di questo taglio riguarda imprese operanti nel Mezzogiorno. Ma quel che è peggio non è soltanto il taglio alla legge 488 e ad altre provvidenze incentivanti, ma il blocco imposto alle erogazioni del ministero delle Attività produttive. Doveva erogare 1 miliardo e 750 milioni ma ora tutto dovrà slittare al 2005 insieme ai bandi di concorso delle imprese e a 45 mila posti di lavoro previsti. Le regioni più colpite sono Campania, Sicilia, Calabria, Basilicata, Puglia.
Gridare all’orrore, all’orrore – come urlare al fuoco, al fuoco – è un allarme che viene dato quando la casa è oramai a pezzi abbrustoliti. Resta l’ingolfamento della tosse e delle lacrime, lo scoppiare della faccia congestionata. Soffocamento postumo. Ma chi ha appiccato il fuoco? Chi ha lasciato che si sviluppasse l’orrore?
In una Russia democraticamente inesistente il potere di Putin si basa sul segreto irresponsabile. Di quel che fa non risponde a nessuno. I morti del teatro Dubrovka, i morti del sommergibile atomico nello stretto di Bering, i morti dei Tupolev fatti esplodere da due kamikaze cecene che avevano occultato l’esplosivo nelle vagine. Crimini orrendi dei terroristi.
Ma dal momento che i ricchi sono senza pietà, gli operai rosi dall’invidia, i preti servili, e che il popolo accetta insomma qualunque tiranno purché lo si lasci grufolare nella sua gavetta, Napoleone ha fatto benissimo! Che lo imbavagli, lo pigli a calci e lo stermini! Non sarà mai troppo per la sua avversione alla giustizia, la sua vigliaccheria, la sua inettitudine, la sua cecità! Razzi nella notte verde degli infrarossi.
Allende non fuggì.
Siamo spinti a non sapere nulla e a non ricordarci di niente. Ci viene chiesto di reagire allo stimolo pavloviano del video, di salivare dagli occhi in dati momenti di vendita catodica.
Bambini in mutande che attraversano una strada, dal poggiolo di un alberghetto.
No. Non sono un conservatore, direi che sono un reazionario e come tale, oggi, apprezzo molto certi aspetti del Socialismo.
La Cecenia è un cimitero? Grozny è un ammasso di rovine? La tortura è prassi abituale delle truppe russe? La disoccupazione al 90 per cento?
Di romanzi sulla vittoria nazista ce ne sono molti altri e migliori e non solo ‘The Man in the High Castle’ di P.K.Dick. Degni di nota sono The Sound of His Horn, di Sarban (pseudonimo) e il meraviglioso racconto Weichnachtsaben, di Keith Roberts. Recentissimo è The Separation, di Christopher Priest. Interessante variazione è La Doppia Vita di Elleander, di J.Yulsman, una interessante variazione in cui si descrive un mondo in cui Hitler è morto nel 1913.
Poco importa. Trecentoventi ostaggi ammazzati, di cui la metà ragazzi e bambini. “Li inseguiremo nei cessi”.
I sopravvissuti a Beslan hanno raccontato che i terroristi giustificavano la loro brutalità con la vendetta contro contro le barbare uccisioni delle truppe russe dei bambini ceceni. Putin ha ammesso che le forze militari russe hanno violato i diritti umani in Cecenia ma, come le torture dei soldati Usa contro i prigionieri iracheni ad Abu Ghraib, “non erano autorizzate dall’alto: in guerra ci sono processi orribili che hanno una loro logica”.
Salve, vi segnalo che all’indirizzo: http://www.marcoturini.com/corso sto postando i miei dossier sull’anatomia che utilizzo durante i corsi che tengo alla scuola Nemo di Firenze, si tratta di schede che percorrono i passi necessari per disegnare un corpo realistico in modo decente. Ogni lezione ha dei disegni o schede ed ha un esercizio per approfondire il tema.
Pigreco è tornato dalla Spagna. Gi non ancora.
L’anno scorso Pigreco portò con sé Dalla; quest’ultimo fu colpito da un non meglio precisato virus che lo gonfiò come una melanzana e gli procurò dei dolori terribili allo stomaco. Gi invece, quest’anno, è stato semplicemente incornato da un toro di quattro quintali, meglio conosciuto come “El Capitan”.

Non c’era più un cazzo di nessuno, nei paraggi, cui opporre resistenza.

scusate, pensavo che magari lui poi massacrava la famiglia

(il precedente pezzo è la risultante di un agglomerato di testi tratti da: Evtuschenko, Scarpa, Flaubert, Casadei, alcuni articoli di Repubblica e del Guardian, it.arti.cinema, it.cultura.libri, qualche mio file)

settembre 11th, 2004

La notizia

12 settembre 2001 (11 settembre 2001)

settembre 10th, 2004

Total roll

Tutte le facce presenti sul faceroll del Filter, almeno fino a oggi, venerdì 10 settembre 2004, ore 16:30 (l’ha già fatto qualcuno?). Le foto sono state ordinate per righe orizzontali, seguendo la numerazione progressiva data loro dal faceroll, da 1 a 139. Divertitevi pure a trovare i coinquilini di tesseramento. L’immagine si intende sui 275k (una botta, lo so, ma con tutte ’ste facce…)

Che poi, sarà pure un segreto di pulcinella, ma se volete vedervi solo le faccine singole l’indirizzo per farlo è http://www.bookcafe.net/blog/faceroll/numero.jpg

settembre 10th, 2004

Still on the run

Un po’ bene e un po’ male.
Nel senso: l’esame era in cinque parti. Le prime tre le ho sapute. La quinta so che l’avrei saputa. La quarta sapevo di non saperla, ma speravo non me la chiedesse così precisa. E invece. Così la ciccata quarta parte mi ha impedito l’accesso alla quinta (ma che è, Super Mario Bros?).
Risultato: fino a dove sono arrivato, 27. Il resto tornerò a darlo venerdì 24, cosa che mi costringerà a fare un po’ di magheggi con la consegna della tesi. Del tipo che dovrò andare in segreteria a ottenere la proroga della consegna delle fotocopie del libretto (istituzionalmente possibile, niente di supraumano). In somma, insert coin to continue.
Sul fronte tesi mancano ancora 13 cartelle in lingua dello yes, che devono essere pronte e soprattutto perfette per il 15. Da quel giorno in poi ci sarà da correre – anche se non è che gli ultimi tre mesi me li sia fatti di passeggio. La tensione è calata, il voltaggio è tornato entro i limiti saltatappi. Avanti a testa dura, e fóra che la vada. E grazie a tutti quelli che, in un modo o nell’altro, mi sono stati vicini.

settembre 6th, 2004

Tempo

Il presente blog si impalla per una settimana, o giù di lì. Se tutto va bene, dovrebbe ridare segni vitali il 10 sera, e riprendere le normali attività il 14 o il 15. Sperem.

settembre 4th, 2004

Bollettino di guerra n.1 – Una notte nel bastione

La prima offensiva della campanga di settembre ha dato risultati leggermente superiori alle aspettative. I reparti hanno tenuto ammirevolmente, e i cedimenti sono stati pochi e trascurabili. Gli ordini sono stati eseguiti con dovizia, senza particolari affanni.
In mattinata l’assemblaggio degli ultimi materiali per la tesi si è rivelato fruttuoso. Qualche problema è sorto nel pomeriggio, quando, durante una visita in veste non ufficiale nelle stanze dell’alto comando per la redazione finale della tesi (leggi: a casa del relatore, colto sulle scale mentre stava portando a piano terra il frigorifero che gli si era appena rotto), sono venuti alla luce diversi, anche se non gravi, problemi strutturali per quanto riguarda l’introduzione dello scritto. Problemi che dovrebbero comunque essere risolti nel giro di uno o due giorni, senza spargimenti di sangue.
Ispezionati i reparti felini di stanza all’alto comando (nome in codice Pepe, il gatto del relatore, l’animale con la più alta incidenza di capocciate contro gambe di tavoli e sedie che mi sia mai capitato di registrare nel giro di tre quarti d’ora – e m’ha pure impelato bene, quell’ipertricotico essere), la truppa si è quindi congedata e si è concessa un’ora di libera uscita, impiegata fruttuosamente in libreria.
Spostatasi quindi a difesa del Bastione Alicorno, ha lì svolto senza affanni i vari compiti assegnatigli. Durante l’operazione serale si è notato un solo momento di crisi, subito recuperata con consumata professionalità.
Nel dopo operazione la truppa è stata molto lieta di fare la conoscenza dell’ambasciatrice Glykas, che purtroppo però non si è trattenuta per molto (e te credo, mezz’ora di conferenza, un’ora e quaranta di pazzi che corrono sbraitando avanti e indietro, un’altra mezz’ora di coda del regista – si paga per entrare, magari qualcuno pagherebbe anche per uscire).
I festeggiamenti per la buona riuscita dell’operazione di sono protratti fino alle quattro del mattino, ora del collasso della truppa sotto le confortevoli tende del proprio accampamento.

settembre 3rd, 2004

Scaleno

Sui 66k.

settembre 3rd, 2004

Mascka – ci siamo

Per saperne di più, ecco cosa trovare sui siti di:
-dramma.it
-padovando
-padovanet

settembre 2nd, 2004

Divagazioni sorgenti

Sui 67k.

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ultimi commenti


    glykas, grazie guarderò :) Un abbraccio anche a te
    gualtiero

    annalisa: grazie, e crepi. Per tutto :) (Sgabello è anche il mio, di eroe) (i prossimi episodi a settembre)
    gualtiero

    Ciao Kimota! Sono contenta di tutte queste novità. Ti lascio questo link come personale augurio per il tuo futuro. Spero tu non lo conosca già....secondo me, comunque, ci sono foto interessanti: http://www.davidsylvian.com/images/ Un abbraccio, Glykas
    glykas

    p.s.: l'ispettore Sgabello è il mio nuovo eroe.
    Annalisa

    E' sempre un piacerissimo girovagare da queste parti, e mi è spiaciuto non poter vedere la mostra (Bologna non sarebbe stata irraggiungibile), ma sono contenta per la casa, ho letto tutto e mi sono divertita. In bocca al lupo per tutto :-)
    Annalisa

    john, esatto
    gualtiero

    Facciata della chiesa della Sacra Famiglia a Padova?
    john bubuz

    tom, grazie :)
    gualtiero

    complimenti e in bocca al lupo!
    Tom

    ... esposizione di tempo limitato ... blocca il diaframma, l'introspezione
    l'apprendista

    ...oppure.....le perfezioni provvisorie (G.C.)
    glykas

    laprofe: mi sa di sì - d'altra parte penso sia proprio il mio punto forte (il rapporto combinato fra titolo e foto) neuromancer: con me si va sul facile: si tratta quasi sempre di Padova :) (in questo caso si vede un sottopasso di via Pontevigodarzere)
    gualtiero

    lalla, grazie :)
    gualtiero

    Adoro questa foto...è così viva!
    Lalla

    Aggiungi almeno la città, se non il quartiere.... Ottimo spunto, comunque, come sempre.
    Neuromancer

    Ti ho già detto che mi piacciono molto le tue foto ma forse ancora di più i titoli che dai loro? :-)
    LaProfe

    grazie :)
    gualtiero

    Ben fatta.
    Nuromancer

    ne son contento (e ben ritrovata) :)
    gualtiero

    Era un po' che non passavo. E oggi ho scoperto anche il sito web. Le tue fotografie mi fanno respirare meglio.
    LaProfe

scrivimi